Hai sentito parlare di fotovoltaico con accumulo. Qualcuno ti ha detto che puoi arrivare a zero in bolletta. Qualcun altro ti ha detto che i conti non tornano. Chi ha ragione?
Dipende dal tuo profilo di consumo e da come è dimensionato l’impianto. Ti spieghiamo come funziona davvero.
Il principio dell’autoconsumo
Un impianto fotovoltaico produce energia elettrica quando c’è sole. Il problema storico del fotovoltaico è che la produzione non coincide con i consumi: il picco di produzione è a mezzogiorno, ma molti consumi domestici si concentrano la mattina presto e la sera.
Senza accumulo, l’energia prodotta in eccesso viene ceduta alla rete (con compensazione economica, il cosiddetto Scambio sul Posto o ritiro dedicato). Senza accumulo, di notte e nelle ore serali si compra tutta l’energia dalla rete.
Con il sistema di accumulo (batteria), l’energia in eccesso prodotta di giorno viene immagazzinata nella batteria e usata la sera e la notte. Questo aumenta significativamente la quota di autoconsumo, riducendo la dipendenza dalla rete.
I numeri dell’autoconsumo
Senza accumulo, un impianto fotovoltaico residenziale ha tipicamente un autoconsumo diretto del 20-35%. Il resto viene ceduto alla rete.
Con un sistema di accumulo correttamente dimensionato, l’autoconsumo complessivo (diretto più differito) sale al 60-85%, a seconda della taglia dell’impianto, della capacità della batteria e del profilo di consumo della famiglia.

La taglia dell’impianto: come si dimensiona
Un impianto fotovoltaico residenziale si dimensiona in base al consumo annuo di elettricità della famiglia. Una famiglia di 3-4 persone con un consumo annuo di 3.000-4.000 kWh ha bisogno di un impianto da 3-4 kWp per coprire la maggior parte del suo fabbisogno in autoconsumo.
Se in casa c’è anche una pompa di calore (per il riscaldamento e il raffrescamento), il consumo elettrico aumenta e il dimensionamento dell’impianto deve tenerne conto. Un impianto da 4-6 kWp combinato con un accumulo da 5-10 kWh è la configurazione più comune per questo scenario.
La batteria: capacità e tecnologia
Le batterie usate nei sistemi di accumulo residenziali sono quasi esclusivamente a ioni di litio. Le principali caratteristiche da valutare sono la capacità (espressa in kWh), la profondità di scarica (DOD, la quota di capacità utilizzabile) e la garanzia (solitamente 10 anni o un numero minimo di cicli di ricarica).
Una batteria da 5 kWh copre i consumi serali di una famiglia media per circa 4-5 ore. Una da 10 kWh può arrivare a coprire l’intera notte, mantenendo un residuo per il mattino successivo.
Il costo delle batterie è sceso significativamente negli ultimi anni: una batteria da 5 kWh costa tra i 2.500 e i 4.000 euro installata, a seconda della marca e del sistema.
Cosa aspettarsi in bolletta
Questa è la domanda vera. Le aspettative non sempre corrispondono alla realtà.
Con un impianto fotovoltaico da 4 kWp e accumulo da 5 kWh, in una casa con consumo annuo di 3.500 kWh senza pompa di calore, il risparmio annuo in bolletta è tipicamente tra i 600 e i 1.000 euro. Non zero, ma significativo.
Se in casa c’è anche una pompa di calore e il consumo sale a 5.000-6.000 kWh, un impianto da 5-6 kWp con accumulo da 7-10 kWh può ridurre la bolletta elettrica del 70-80%.
“Bolletta zero” è un obiettivo raggiungibile solo con impianti molto grandi, consumi molto efficienti e abitazioni ben isolate. Per la maggior parte delle case italiane, l’obiettivo realistico è una riduzione del 60-80% della spesa elettrica.
Lo Scambio sul Posto e il ritiro dedicato
L’energia che non consumi e non accumuli viene immessa in rete. Il meccanismo dello Scambio sul Posto (GSE) ti riconosce un contributo economico per questa energia, calcolato su base annua come compensazione tra energia immessa e prelevata.
Il valore del contributo dipende dal prezzo dell’energia e dalla modalità scelta. Non è un guadagno significativo, ma riduce ulteriormente il costo netto dell’elettricità.
Gli incentivi per il fotovoltaico
L’installazione di un impianto fotovoltaico residenziale rientra nel bonus ristrutturazione al 50% (detrazione IRPEF in 10 anni). La batteria di accumulo è detraibile nella stessa misura se installata insieme al fotovoltaico.
La combinazione con la riqualificazione energetica
Il fotovoltaico con accumulo esprime il suo massimo potenziale quando si abbina a un edificio ben isolato e a una pompa di calore. La sequenza corretta: prima isola l’edificio (cappotto, infissi, tetto), poi installa la pompa di calore, poi il fotovoltaico con accumulo.
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