Classe Energetica

Diventare classe B partendo dalla classe E: il percorso reale con dati veri

Diventare classe B partendo dalla classe E: il percorso reale con dati veri

Non ti serve un edificio nuovo. Non ti serve demolire e ricostruire. Passare dalla classe E alla classe B è un percorso percorribile per la maggior parte degli edifici italiani. Ma richiede un progetto serio e interventi nell’ordine giusto.

Questo articolo ti mostra come funziona, con numeri reali.

 

La classe E in Italia: quanto è diffusa

 

La classe E è tra le più comuni nel patrimonio edilizio italiano. Molti condomini degli anni ’80 e molte villette degli anni ’90 si trovano in questa classe: già qualcosa di meglio rispetto alla classe G degli anni ’60-’70, ma ancora lontani dai requisiti della Direttiva Case Green.

Un edificio in classe E ha tipicamente un Indice di Prestazione Energetica (IPE) tra 120 e 175 kWh/m² anno, a seconda della zona climatica. A Bologna (zona E), la soglia è di circa 130-160 kWh/m² anno.

La classe B si colloca tra i 30 e i 60 kWh/m² anno. Il salto da fare è significativo: tra il 60 e il 75% di riduzione del fabbisogno energetico.

 

Perché il salto di classe E-B è possibile

Un edificio in classe E ha solitamente già qualche elemento positivo rispetto alla classe G: forse ha le finestre sostituite, forse ha una caldaia relativamente recente. Ma spesso mancano ancora l’isolamento delle pareti e del tetto, o l’impianto è ancora a gas.

Con un progetto combinato che agisce sull’involucro e sugli impianti, il salto di due classi — che Aumento Classe Energetica garantisce per contratto — porta dalla classe E alla classe C. Tre classi — dalla E alla B — è un obiettivo più ambizioso ma raggiungibile con l’intervento completo.

 

Il percorso tipo: gli interventi nell’ordine giusto

Il principio fondamentale della riqualificazione energetica è questo: prima l’involucro, poi gli impianti.

Se installi una pompa di calore in un edificio non isolato, la pompa lavora più di quanto dovrebbe per compensare le dispersioni delle pareti. Se isoli prima, la pompa dimensionata per il fabbisogno ridotto lavora in modo ottimale ed è più piccola (e meno costosa).

 

Primo intervento: l’involucro

Cappotto termico esterno sulle pareti (spessore 12-16 cm di EPS o lana di roccia). Questo intervento da solo può ridurre il fabbisogno energetico per riscaldamento del 30-50%.

Sostituzione delle finestre con modelli in doppio vetro low-E (se non già fatte) o triplo vetro. Un contributo del 10-20% alla riduzione totale.

Isolamento del tetto o del solaio di copertura. Altro 10-20% di riduzione.

 

 

 

Diventare classe B partendo dalla classe E: il percorso reale con dati veri

 

 

 

Secondo intervento: gli impianti

Dopo aver ridotto il fabbisogno energetico con l’involucro, si può dimensionare correttamente il nuovo impianto.

Sostituzione della caldaia a gas con una pompa di calore aria-acqua o con un impianto ibrido (pompa di calore + caldaia in backup). L’impianto ibrido è spesso la soluzione più adatta agli edifici esistenti dove non si vuole rinunciare completamente al gas.

Installazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo per coprire il fabbisogno elettrico della pompa di calore.

 

I dati di un caso reale a Bologna

Appartamento di 100 mq in condominio degli anni ’85, Bologna zona semicentrale. Classe di partenza: E. IPE iniziale: 145 kWh/m² anno.

Interventi eseguiti: cappotto termico esterno (12 cm EPS), sostituzione infissi con doppio vetro low-E, isolamento solaio di copertura, sostituzione caldaia con pompa di calore aria-acqua da 12 kW, impianto fotovoltaico 3 kWp con accumulo da 5 kWh.

Classe energetica finale: B. IPE finale: 52 kWh/m² anno. Riduzione del fabbisogno: 64%.

Risparmio annuo stimato in bolletta: circa 1.200-1.500 euro.

 

Il costo e gli incentivi

Il costo lordo del progetto completo per l’appartamento dell’esempio è stato di circa 42.000 euro, tra cappotto (intervento condominiale quota parte), infissi, pompa di calore e fotovoltaico.

Con l’Ecobonus al 65% per cappotto e pompa di calore, e il bonus ristrutturazione al 50% per gli infissi e il fotovoltaico, la detrazione totale in 10 anni è di circa 26.000 euro. Il costo netto a carico del proprietario è stato di circa 16.000 euro, distribuiti nel tempo.

 

La garanzia

Aumento Classe Energetica garantisce per contratto il salto minimo di 2 classi con certificazione energetica finale. Il percorso dalla E alla B è progettato in base all’edificio specifico, con calcoli energetici dettagliati prima di iniziare.

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